L'ultima fatica di Michael Stipe e del suo gruppo, l'album Accelerate, uscito il 28 Marzo in Europa, si presenta, prima di tutto, in un deciso passo indietro rispetto al precedente lavoro, quell'Around the Sun che non aveva convinto fan e critica a causa della sua eccessiva melodicità e lentezza. Sin dal primo singolo estratto, Supernatural Superserious, e dalle recenti interviste agi artisti, si capiva la loro decisa voglia di tornare a suonare un rock puro.
Già il titolo da solo basta a spiegare questo cambiamento: "Accelerate" rappresenta chiaramente la voglia di ricominciare, ripartire, spingersi oltre, sia come artista che, metaforicamente, come uomo. Il cambiamento avvenuto assomiglia, per entità e caratteristiche, a quello che hanno subito gli U2 nel passaggio da All that you can't leave behind a Vertigo.
Nonostante le premesse, non si può che rimanere confusi dal primo ascolto: le emozioni di Nightswimming o Dayslipper sono scomparse, le melodie di Imitation of Life e Man on the Moon pure.
Ma è dal terzo-quarto ascolto che le cose cominciano a cambiare. Finalmente capirete lo spirito dell'album, entrerete emotivamente dentro di esso e inizierete ad "accelerare" anche voi assieme a Michael.
Presto, vi ritroverete a canticchiare continuamente almeno quattro-cinque canzoni, e riascolterete il CD svariate volte, prima di sentirvi, musicalmente, sazi.
Le canzoni che, personalmente, mi sono piaciute maggiormente, vuoi per la loro vena rock o per le emozioni che suscitano, sono Living Well is the Best Revenge, Hollow Man, Accelerate, Horse to Water e I'm Gonna DJ, senza contare Supernatural Superserious. Ma anche le altre, magari più particolari, hanno il loro fascino: Sing for the Submarine, infatti, pur essendo quasi una cantilena in alcuni punti, risulta orecchiabile e piacevole; stessa cosa per Mr.Richards.
Houston (canzone che credo si riferisca a temi politici) e Until the Day is Done sono le più melodiche del gruppo, assieme alla già citata Hollow Man (che parte piano ma, in realtà, "accelera", manco a farlo apposta).
Man-sized Wreath, invece, non mi è ancora entrata in testa, non mi prende come le altre, ma è assolutamente orecchiabile.
Unico difetto, una durata troppo breve: "solo" 11 canzoni, per 34 minuti di ascolto. Si poteva fare di più, ma meglio avere poche canzoni ma tutte belle piuttosto che il contrario.
Consiglio l'acquisto del CD ad ogni fan dei R.E.M. che si consideri tale, e, allo stesso tempo, ad ogni amante del rock in ogni sua forma, seppure in quella leggermente alternativa caratteristica dei R.E.M.. Un CD che ha bisogno di tempo e pazienza per essere ascoltato e capito, ma che regala emozioni e una certa "leggerezza" agli ascoltatori.
E con questo credo di aver detto tutto. se avete domande fatemele pure!